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Presentazione Ambulaclaun alla CRI di Arcisate VA…

10 settembre 2007

Festa  –  DELLA CROCEROSSA DI VALCERESIO – ARCISATE VA

EQUIPAGGIO –  GG

CLAUN/-II COLORI DEL SORRISO VA

Ambulaclaun in tour…

 


29 luglio 2007

PRESENTAZIONE AMBULACLAUN AL PIAN DELLE FUGAZZE

 DAI CLAUN DELL’ASSOCIAZIONE

“VIP CLAUN VICENZA”

VIP CLAUN VICENZA

 

 

buongiorno al nuovo Pagliaccio del Cuore… Fastidio – Vicenza

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I Pagliacci del Cuore e P.A. Croce Verde al Palazzetto dello Sport di Vicenza…

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Mandateci a quel paese…

CLAUN pour KIMBONDO 2014

Missione alla Pediatria di Kimbondo nella Repubblica Democratica del Congo. (Risvegliati BS)

Kinta…

Kinta…
Undici giorni in mezzo alla savana!
Sono tornato da poche ore alla Pediatria di Kimbondo e la sensazione é un po’ strana…
La eravamo a “solo” 150 chilometri da Kinshasa, ma eravamo letteralmente fuori dal mondo e non c’era modo di comunicare se non solo in alcuni punti dove andava e veniva il segnale del cellulare (e la cosa non é che desse particolarmente fastidio).
In questo momento mi manca un po’ la dimensione e lo spazio che ti avvolge a Kinta; tutto é dilatato, i tempi, i panorami, i silenzi, gli spostamenti (a piedi…), le attese, i colori, i rumori (dei makelele che poi sono i cricri (grilli)… Specialitá locale che i ragazzi catturano per poi cuocerli e… mangiarli (dicono che sono molto saporiti e croccanti…), e poi il rumore del temporale che arriva in un attimo e anche quello della pioggia scrosciante sul tetto di lamiera…
Caspita… Come si fa a descrivere un luogo così affascinante e allo stesso tempo selvaggio! É anche un po’ difficile quando in testa hai le facce di diciotto ragazzi della Pediatria che per undici giorni si sono dati da fare per un sacco di attività che erano state programmate e che andavano dall’ora di lezione di francese con il maestro Christian, al lavoro nel laboratorio della falegnameria per costruire le porte della scuola; un altro gruppo di ragazzi al lavoro nei campi dove si coltiva la manioca per fare la farina che serve a cucinare il fufù (é uno degli alimenti tipici che si mangia tutti i giorni insieme al pondu che sono le foglie della manioca e vengono lavorate nel mortaio con l’olio di palma fino ad ottenere una specie di crema; altro alimento che si mangia con il fufù sono i fagioli). Poi un’altro gruppo di ragazzi ad aiutare i muratori per la costruzione della scuola con il riempimento e il trasporto dei sacchi di sabbia e il trasposto dell’acqua che viene presa tramite alcuni bidoni da una pozza distante una decina di minuti (il tutto a piedi e… Bidoni in spalla!).
Tutto ciò fa parte di un Progetto che prevede lo sviluppo della comunità di Kinta… con tanto di Capo villaggio (di quelli veri, con lo scettro e con gli anziani del villaggio come consiglieri…) …c’è anche da dire che in quella zona, nella savana, sembra davvero di essere in un altro tempo! Durante questi giorni era programmato anche un incontro con le donne dei villaggi che fanno parte della comunità di Kinta e lo scopo, oltre a quello di farle incontrare e dare loro la possibilità di confrontarsi, era quello di sensibilizzarle sull’importanza e sulla cultura dell’igiene (partendo da come si fa a lavarsi le mani e di come ci si dovrebbe comportare nelle più svariate “situazioni”…) É davvero un mondo distante (dalla nostra visione europea) anni luce! Ed é stato emozionante aver avuto la possibilità di riuscire a trasmettere il mio pensiero (con l’aiuto di Agnese che é la cooperante che segue il Progetto per la traduzione dall’italiano al francese e poi con il maestro Christian che a sua volta traduceva dal francese al lingala (la lingua che si parla in questa zona del Congo)); vedere le espressioni di queste donne e i loro occhi attenti a ciò che dicevo, vederle sorridere e applaudire per il fatto che ho detto che se anche abbiamo il colore della pelle diverso, se ognuno di noi é diverso dall’altro nelle nostre vene il colore del sangue che scorre é sempre uguale… Ed é lo stesso sangue che da la forza al cuore di fare delle cose belle e con il coraggio di andare avanti (anche se con tempi diversi) per cercare di riuscire a realizzare dei progetti così importanti come quello di Kinta.
E poi che dire delle fotografie… Mi chiamavano in continuazione per farsi fotografare in tutti i modi possibili (e mi sono divertito tantissimo!)
Durante questi giorni c’é stato un po’ di via vai anche da parte di Rotella, Finferla, Ronfironfy, Linus, Esquis e Serena che hanno contribuito a seguire le varie attività con i ragazzi ed é anche e soprattutto grazie a loro che nell’arco di poco tempo siamo riusciti a conquistarci la fiducia dei ragazzi e in men che non si dica ad ogni passo li avevamo addosso… Ed é stato molto bello!!!
Tanti i momenti belli, tante le sorprese e il sorprendersi di come sia bello condividere delle giornate intere insieme a partire dalla sveglia alle 6 del mattino (anche 6,10 dai…) all’ora di andare a dormire che in un paio di giorni é capitato fosse alle 20,30 perché siamo rimasti senza energia elettrica e lì, in questo periodo, alle 18 c’è già buio pesto…
Belli anche gli incontri con le persone che lavorano lì e che davvero fanno tanti sacrifici (anche rimanendo lontani dalle proprie famiglie per diverse settimane) per poter lavorare e portare a casa dei soldi; in quella zona un lavoratore guadagna circa 100 dollari al mese (tanto per dare un’idea…), ma tutti lavorano dignitosamente e rispettandosi. Sono stati tutti molto gentili e, anche se a volte il mio francese non era proprio fluente (unito a qualche parola in lingala) siamo riusciti a “comunicare” senza troppi intoppi e riuscendo ad arrivare “dentro” al cuore!
Voglio ringraziare in modo particolare Agnese, Rotella e Serena che sono state compagne di questi giorni molto piacevoli e divertenti.
Ringrazio il maestro Christian che durante le lezioni cercava di coinvolgere tutti i ragazzi.
Ringrazio papà Gauthier che anche ieri sera, salutandoci, ci ha fatto venire gli occhi lucidi… E la voglia di ritornare ancora!!!
Grazie a maman Therese che ci ha preparato da mangiare durante la nostra permanenza (e che per fare una fotografia con me é andata a mettersi l’abito della festa!).

GRAZIE a tutti coloro che non ho ringraziato… Padre Hugo e maman Laura tra tutti!

Tziolupo…
Kinta…
Undici giorni in mezzo alla savana!
Sono tornato da poche ore alla Pediatria di Kimbondo e la sensazione é un po’ strana…
La eravamo a “solo” 150 chilometri da Kinshasa, ma eravamo letteralmente fuori dal mondo e non c’era modo di comunicare se non solo in alcuni punti dove andava e veniva il segnale del cellulare (e la cosa non é che desse particolarmente fastidio).
In questo momento mi manca un po’ la dimensione e lo spazio che ti avvolge a Kinta; tutto é dilatato, i tempi, i panorami, i silenzi, gli spostamenti (a piedi…), le attese, i colori, i rumori (dei makelele che poi sono i cricri (grilli)… Specialitá locale che i ragazzi catturano per poi cuocerli e… mangiarli (dicono che sono molto saporiti e croccanti…), e poi il rumore del temporale che arriva in un attimo e anche quello della pioggia scrosciante sul tetto di lamiera…
Caspita… Come si fa a descrivere un luogo così affascinante e allo stesso tempo selvaggio! É anche un po’ difficile quando in testa hai le facce di diciotto ragazzi della Pediatria che per undici giorni si sono dati da fare per un sacco di attività che erano state programmate e che andavano dall’ora di lezione di francese con il maestro Christian, al lavoro nel laboratorio della falegnameria per costruire le porte della scuola; un altro gruppo di ragazzi al lavoro nei campi dove si coltiva la manioca per fare la farina che serve a cucinare il fufù (é uno degli alimenti tipici che si mangia tutti i giorni insieme al pondu che sono le foglie della manioca e vengono lavorate nel mortaio con l’olio di palma fino ad ottenere una specie di crema; altro alimento che si mangia con il fufù sono i fagioli). Poi un’altro gruppo di ragazzi ad aiutare i muratori per la costruzione della scuola con il riempimento e il trasporto dei sacchi di sabbia e il trasposto dell’acqua che viene presa tramite alcuni bidoni da una pozza distante una decina di minuti (il tutto a piedi e… Bidoni in spalla!).
Tutto ciò fa parte di un Progetto che prevede lo sviluppo della comunità di Kinta… con tanto di Capo villaggio (di quelli veri, con lo scettro e con gli anziani del villaggio come consiglieri…) …c’è anche da dire che in quella zona, nella savana, sembra davvero di essere in un altro tempo! Durante questi giorni era programmato anche un incontro con le donne dei villaggi che fanno parte della comunità di Kinta e lo scopo, oltre a quello di farle incontrare e dare loro la possibilità di confrontarsi, era quello di sensibilizzarle sull’importanza e sulla cultura dell’igiene (partendo da come si fa a lavarsi le mani e di come ci si dovrebbe comportare nelle più svariate “situazioni”…) É davvero un mondo distante (dalla nostra visione europea) anni luce! Ed é stato emozionante aver avuto la possibilità di riuscire a trasmettere il mio pensiero (con l’aiuto di Agnese che é la cooperante che segue il Progetto per la traduzione dall’italiano al francese e poi con il maestro Christian che a sua volta traduceva dal francese al lingala (la lingua che si parla in questa zona del Congo)); vedere le espressioni di queste donne e i loro occhi attenti a ciò che dicevo, vederle sorridere e applaudire per il fatto che ho detto che se anche abbiamo il colore della pelle diverso, se ognuno di noi é diverso dall’altro nelle nostre vene il colore del sangue che scorre é sempre uguale… Ed é lo stesso sangue che da la forza al cuore di fare delle cose belle e con il coraggio di andare avanti (anche se con tempi diversi) per cercare di riuscire a realizzare dei progetti così importanti come quello di Kinta.
E poi che dire delle fotografie… Mi chiamavano in continuazione per farsi fotografare in tutti i modi possibili (e mi sono divertito tantissimo!)
Durante questi giorni c’é stato un po’ di via vai anche da parte di Rotella, Finferla, Ronfironfy, Linus, Esquis e Serena che hanno contribuito a seguire le varie attività con i ragazzi ed é anche e soprattutto grazie a loro che nell’arco di poco tempo siamo riusciti a conquistarci la fiducia dei ragazzi e in men che non si dica ad ogni passo li avevamo addosso… Ed é stato molto bello!!!
Tanti i momenti belli, tante le sorprese e il sorprendersi di come sia bello condividere delle giornate intere insieme a partire dalla sveglia alle 6 del mattino (anche 6,10 dai…) all’ora di andare a dormire che in un paio di giorni é capitato fosse alle 20,30 perché siamo rimasti senza energia elettrica e lì, in questo periodo, alle 18 c’è già buio pesto…
Belli anche gli incontri con le persone che lavorano lì e che davvero fanno tanti sacrifici (anche rimanendo lontani dalle proprie famiglie per diverse settimane) per poter lavorare e portare a casa dei soldi; in quella zona un lavoratore guadagna circa 100 dollari al mese (tanto per dare un’idea…), ma tutti lavorano dignitosamente e rispettandosi. Sono stati tutti molto gentili e, anche se a volte il mio francese non era proprio fluente (unito a qualche parola in lingala) siamo riusciti a “comunicare” senza troppi intoppi e riuscendo ad arrivare “dentro” al cuore!
Voglio ringraziare in modo particolare Agnese, Rotella e Serena che sono state compagne di questi giorni molto piacevoli e divertenti.
Ringrazio il maestro Christian che durante le lezioni cercava di coinvolgere tutti i ragazzi.
Ringrazio papà Gauthier che anche ieri sera, salutandoci, ci ha fatto venire gli occhi lucidi… E la voglia di ritornare ancora!!!
Grazie a maman Therese che ci ha preparato da mangiare durante la nostra permanenza (e che per fare una fotografia con me é andata a mettersi l’abito della festa!).

GRAZIE a tutti coloro che non ho ringraziato… Padre Hugo e maman Laura tra tutti!

Tziolupo…

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Affitto Sede Operativa e Garage – agosto 2014

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Claun Mao e Cioppino-In ricordo di Cicibò-Piscine di Rosà-L’angolo del Gelato-Trattoria da Angelo-Fattoria dei Colori-Claun Fofo-Teatro Prova-CRE Pradalunga

Assicurazione RC e danni verso terzi… 2014/15

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