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Goriano Valli e non solo… 9 anni fa

Lettura per chi ama leggere…non per te passa avanti…

“….quello che si prova no si può spiegare qui…”(V.Rossi)…
Credo che sia il giusto inizio per sintetizzare quanto è difficile spiegare le emozioni che si son vissute…sono contento che tanti di noi hanno avuto modo, se anche per due giorni, di viverle queste emozioni e di capire la difficoltà nel doverle raccontare…
Questo è il secondo viaggio…

E’ stata un esperienza che mi ha segnato la vita, quando ero lì non percepivo questa sensazione, ma al mio ritorno si è mostrata in tutta la sua potenza devastante per il mio continuare la vita qui, la quotidianità che non è più la stessa….tutto qui mi pareva superfluo e più niente era scontato…
Oggi posso ben dire di aver vissuto forse l’esperienza più bella della mia vita…
Cioppino mi sta regalando in questi anni la VITA, l’assoporare con il cuore e con gli occhi l’essenza dell’amore, questo percorso splendido di vita quale è il claun volontario mi porta ad incontrare moltitudini di altrui esperienze, racchiuse in un cerchio dove al proprio interno ci sono coloro che ricevono i nostri sorrisi, ma anche coloro che con te condividono questo splendido viaggio:i claun della tua associazione, di altre Vip, di altre associazioni, altri volontari non claun e coloro che sono claun senza naso rosso, mai titolo fu più giusto per racchiuderli in un unico mondo:
I PAGLIACCI DEL CUORE.
Gli episodi che ancora fortunamente sogno sono tanti…non saprei da dove cominciare..uffa..
Potrei iniziare da un sasso lanciato dal cavalcavia nr.3 autostrada Padova-Bologna che ci ha obbligati ad una prima sosta per raccogliere i cocci, le idee e le preghiere di chi ci ha aiutato in quel momento.
Destinazione e base a Roseto degli Abruzzi.
Appena arrivati ricomincia il viaggio di una carovana del sorriso che è partita durante le feste pasquali e che ha visto turnarsi un numero imprecisato di claun di tante associazioni compresa quella di cui faccio parte, di diverse città, ma talmente tanti che non riesco ad associare quel claun a quella città o associazione, mamma mia, troppi. Ma si non voglio sforzarmi ad identificarli, erano tanti tutti belli, tutti col cuore, senza un unico colore tranne il rosso di quel magico naso, ma sembrava ci conoscessimo da una vita: from Ferrara, Torino, Brescia, Vicenza, Verona, Varese, Pavia..nonloso-cin-c’è-saccottino-steto-briciola-klicco-talpa-peluccio-atacchino-tontom-trifoglio-nebbia-papòllotto-bresaola-giogi-peperina-zibaldone-pastina-bollicina-guendalina-codax-ape-gaio-ciacola-passciccio-sciarpina-birimbao-gnamgnam-ciaocola-miao-moita-paprica-popicia-alegrì-mariquita-bronzina-damp-floppy-merci-tziolupo-merci-carotina-volante-flanella-caramello-scricciolo-inox-doppiomalto-trottola-b/orazio-cioppino-bubi-gg….questi tutti quelli che fin ora son passati tra cui i 32 di quel primo Maggio…..e coloro che verranno.

La carovana è composta da Cioppino, la splendida Carota, il dolcissimo Merci, il silenzioso e splendido compagnodi viaggio Tziolupo, nonchè l’autista e infaticabile accompagnatore claun Gg.

Prima e consueta destinazione battesimale in hotel, 600 ospiti de L’Aquila, incontro piccoli e grandi che già avevo incontrato, il piccolo Luca ti viene incontro per abbracciarmi e ringraziarmi della nuova visita a distanza di giorni, improvvisiamo uno spettacolino di magia comica con Merci, impossibile tenerli tutti, son tanti, troppi…tutti allungano le mani per ricevere un dono e chissenefrega della tua magia….Carota gli colora il viso, che vista la grigiosità della giornata restituisce ai bambini un pò di arcobaleno e inscena i suoi giochi ludici da brava maestrina d’asilo…

La mattina seguente di buon mattino e per tutta la settimana ci si sveglierà alle 6.00, riusciamo a dormire comunque un oretta a notte in quanto scosse non identificate del 10° grado della scala di Bergamo (scosse che si verificano solo nella Brianza) ci tengono svegli.
Si parte per quello che sarà il viaggio più bello, si rimbalza da una tendopoli ad un altra, da una tenda scuola con più classi a tendepoli con due/tre bambini e tanti tanti anziani, che sono lì ad aspettare, si guardano la loro casa e inevitabilmente il loro primo ricordo và a qulla notte che gli ha cambiato la vita, quello che gli rimane della vita.
La carovana del sorriso cerca di coprire quanti più campi possibili al giorno, ma sapendo che ci sono oltre 150 tendopoli in Abruzzo capisci quanto le parole di Madre Teresa assumono il loro giusto valore….”non siamo chè una goccia in mezzo all’oceano, ma se quella goccia mancasse l’oceano ne sentirebbe la mancanza”.
Ogni strada che percorri e ripercorri ti fa incrociare sempre gli stessi posti e gli stessi volti, tutto sembra si sia fermato in un continuo e permanente standby….tutto sembra lì in attesa di qualcosa, ma di cosa?!…non lo sanno nemmeno loro.
L’unica certezza che hanno è l’attesa per la prossima scossa, ce ne sono di continuo e la paura è la loro unica cosa certa.
Descrivere ogni episodio significherebbe scrivere una condivisione che richiederebbe forse un settimana (esagero) per leggerla, allora per poter sintetizzare al meglio (neanche tanto) mi limito a ringraziare in ordine sparso partendo dagli ospiti dei campi e hotel, mi hanno insegnato a chiamarli così:

-Luca , piccolo e tenero nel suo abbraccio nell’accogliermi in hotel;
-Raul, piccolo scugnizzo napoletano e incontentabile furia nel chiedere palloncini e doni, ormai assunto all’accettazione (per ogni claun) dell’hotel;
-Nonna Maria, abituata da 70 anni a convivere con la terra che trema, salva per miracolo e che non vede l’ora di tornare a L’Aquila e ricominciare con la sua giovane figlia e i suoi nipotini;
-Batuffolo, claun dagli occhi blu che vive in una tendopoli con i suoi concittadini;
-Gli ospiti della tendopoli di Carapelle, un paese unito dalla tragedia, che dorme mangia e vive in unica struttura, ognuno si da il suo contributo per le cose quotidiane;
-La mamma della tendopoli di Carapelle che mi ha fatto piangere nel raccontarmi quanto si ritiene fortunata per aver salvato la sua bambina anche se non ha più una casa;
-Il paesino di San Nicandro, nonna Cesira, Elisabetta e Maria, la loro forza di tirare avanti anche senza aiuti “umanitari”, senza l’essenziale, il cibo, le poche coperte, tutti a dormire mangiare e lavarsi in un capannone;
-Le tre Marie nella tendopoli di Succiano, sedute una vicino all’altro con il loro passatempo preferito, l’uncinetto;
-Maria e Giuseppe che mi hanno concesso per pochi istanti di essere il loro bambinello…o asinello;
-La piccola Mariacristina, nota nel suo campo per aver inconsciamente stritolato un criceto, strozzato un canarino, affogato un pesce rosso, ora potrà sfogarsi con un pitbull di peluche, ma credo durerà poco anche quello;
-Gli ospiti di Tione degli Abruzzi a cui ho dato una mano a stendere la biancheria prima che si scatenasse una bufera di acqua, grandine e neve, ma tanto ormai erano già bagnate e poi …piove sempre sui bagnati;
-L’anziano signore seduto in strada davanti alla sua abitazione, con cui Merci si è seduto a fare quattro chiacchiere come due vecchi amici al bar, una scena commovente e indimenticabile;
-Il piccolo e pestifero Francesco che neanche alla tendascuola lo volevano per quanto esagitato;
-La splendida comunità di Goriano Valli, la tendopoli che ci ha adottato, la cui presenza dei pagliacci del cuore ormai è diventata parte della loro comunità. Conoscono tutti, chiedono di chi non và più a trovarli, ti commuovono telefonandoti, ti offrono quel poco che hanno, lo dividono con te, tutti tutti, Fabiana che non si staccava un attimo, la sua mamma venezuelana, il suo papà, la sua nonnina spagnola, il mio piccolo fans juventino, Gaia, Veronica, Elisabetta, i Tronca e i tanti di cui non riesco a ricordarmi solo i nomi ma i cui volti rimarrano impressi nella mia mente e nel mio cuore per sempre;
-Ringrazio ancora loro per avermi fatto piangere l’ultimo giorno pregandomi di non andare via, di tornare presto, anche solo per trovarli durante le vacanze, offrendomi ospitalità anche se ad oggi non hanno niente neanche per loro;
– Tutti coloro che abbiamo incrociato sulla nostra strada o forse noi sulla loro;
– La casa di Riposo LA PACE e Santa Maria con ospiti fissi e sfollati dai piani più alti della struttura. Le canzoni che tutti conoscevano e cantavano intonati nonostante la mia chitarra facesse la monella quel giorno;
Tutti i campi visitati dove abbiamo incontrato questa gente incredibile: Rocca Pretura-Tione degli Abruzzi-Santa Maria del Ponte-Goriano Valli-Succiano-Acciano-Fontecchio-San Pio-PradaD’Ansidona-San Nicandro-Carapelle.

I volontari:
-I vigili del fuoco, tra cui un mio conoscente di Padova incontrato per caso durante una sosta;
– I volontari dell’Esercito e gli Alpini (anche se ho scoperto che più di qualche alpino era dell’Appenino…?!?!?)
-Quelli della Croce Rossa che hanno aggiunto l’unico rosso che gli mancava, quello del Naso alla loro divisa ufficiale;
-I poliziotti che mi hanno fatto realizzare il sogno di fare un palloncino a loro per controllargli il tasso claunlcolico, nonchè poi arrestarmi e mettermi sul loro cellulare;
-I carabinieri Luca (di Brindisi, mio paesano) e Massimo, intervenuti in assetto antiscommossa a Goriano Valli per l’eventuale arrivo a sorpresa di Silvio, a cui ho regalato un cane antitrogo;
-(Da leggere come documentario Istituto Luce) Il mitico Comandante Camilleri, che coltale uniforme in stelle si accingeva all’orbitrario di impartire ordini e consegne ai suoi venuti di missione fecero in quel di Rocca Pretura, nonchè silvoglia al quanto vostra missione meno importanzia di altre se dir deriso in quele di un claun …macchè stò a dì?!…una persona impostata, modello anni ’40, che preso dal suo spirito di comandante in capo in quel di Rocca Pretura impartiva ordini e direttive ai suoi clauni elogiando il loro seppur breve intervento non meno importante di qualsivoglia altro intervento in loco per tempo e intensità, all’onore della patria dell’Italia e nostro amato Alluce Polluce e Pignolo ;
-Gli splendidi meravigliosi incommensurabili volontari della Prot. Civile, non so da dove iniziare, tutti tutti, per l’accoglienza, le gioie, la disponibilità, i sorrisi, gli abbracci, i nasi rossi, le carezze, le lacrime, le condivisioni, la partecipazione unanime dei loro cuori uniti ai nostri, grazie Massimo il tuo ricordo sarà per sempre con me, le tue lacrime quando involontariamente ti ho chiesto da dove venivi, ti ha ricordato la tua famiglia che non vedevi da 15 gg, sempre l’ultimo a sederti a tavola anche se mangiavi da solo, ma dovevi assicurarti che nessuno rimanesse senza niente, dai tuoi “ospiti”, ai tuoi compagni, ai tuoi nuovi amici claun anche quando ti hanno sostituito per un giorno a fare il tuo “lavoro”, non dimenticherò mai il tuo abbraccio e il tuo piangere sulla mia spalla. Poi Rocco, Gabriella la mitica tifosa del genoa con il suo cappellino che la identificasse, il più vecchio della vostra compagnia il nostro Braccio di Ferro dagli occhi blu che vive la sua terza esperienza dopo Friuli e Irpinia, il comandante del campo, uomo da poche parole ma sempre giuste,anche da poche ore di sonno, vigila sugli ospiti del suo campo come fossero tutti suoi familiari, un uomo concreto con il sorriso sempre pronto a darti una mano un braccio e più;
-Prot.Civile Toscana, Liguria, Veneto, EmiliaRomagna, Sicilia, Piemonte e tutte, tutte quelle incontrate in questo viaggio;
-Poi i più silenziosi di loro, coloro che nel loro piccolo hanno fatto grande questa missione, dal benzinaio che ci dava ogni pieno qualcosa da portare sù, al nostro posticino al ritorno da ogni missione, Luca e la sua famiglia a Roseto e tutti quelli che è meglio non nominare per quanti sarebbero;
-Un grazie veramente speciale alla famiglia Pedicone che è l’esempio di come Roseto degli Abruzzi si è donata per accogliere 6000 ospiti de L’Aquila, dal papà pescatore e uomo di grande spessore umano, alla loro mamma, donna splendida generosa dal cuore immenso, mamma non solo di due figli ma forse di mille. Loredana e Mariano con Maria, compagni di questa splendida avventura il quale senza il loro apporto forse non sarebbe stato così, con cui è nata una splendida amicizia, grazie grazie e grazie ancora a nome di tutti noi , a nome di tutti coloro che abbiamo incontrato ogni giorno nei campi e per le strade, voi eravate sempre presenti;
-tutti, tutti i claun da tutti i Pagliacci del cuore con cui ho condiviso questo viaggio, a coloro che con diverse delle proprie associazioni sono andati, i compagni di Vip Cittadella con cui sarà magico condividere insieme queste emozioni e un abbraccio particolare ai nuovi che hanno trovato il tempo e il coraggio di provare…anche a coloro che abbiamo portato con noi nel cuore che per svariati motivi nn potranno andare…

i miei meravigliosi compagni di questo incredibile viaggio:
-Carotina, la pippicalzelunghe di Torino, della sua risata unica e magnetica (perchè ti guardavan tutti), la dolcezza di una maestrina, la maturità di una donna con un cuore da claun e la sensibilità di una bambina…grazie della tua presenza e felice che sei tornata nel “Paradiso della Brugola”;
– Merci, da dove parto?!…se dico amicizia riesci a metterci dentro tutto quello che vorrei dire di te e di questa avventura con te?!…tu sai quante?!…grazie degli insegnamenti e soprattutto a nome di chi ti ha incontrato sul tuo cammino, di essere stato là;
-Tziolupo, ‘ndove eri fino ad ora, to be continued Tzio…to be continued la nostra amicizia, claun mite e delicato, persona splendida d’animo dal cuore immenso, grazie di averti conosciuto;
– claun Gg, so quanto hai dato e stai dando in energie in questa missione, nonostante l’età cerchi sempre quel qualcosa che ti emoziona ancora di più, non ti stanchi mai di cercare la felicità nel tuo cammino negli occhi dei bambini e dei nonnetti…chi ti ha conosciuto forse non sa come me la fortuna di aver incontrato sul proprio cammino una persona come te…grazie ancora…PS Prossima volta svegliamoci un pò più tardi…ma forse anche questo era un sacrificio che nè è valsa la pena…
..e dulcis in findus come direbbe il suo creatore…

L’ …la Carovana del Sorriso.

..e poi la mia famiglia e i colleghi di lavoro che mi hanno sostenuto, mio fratello che dopo questo viaggio non avrebbe più condiviso con me tutti i giorni dopo ben 34 anni…grazie fratellone mio…e poi te Cioppino che mi hai regalato la possibilità di vivere con amore questa vita.

Scusate, era impossibile leggerla fino in fondo…se ci sarai riuscito fammelo sapere che ti do un premio…

http://www.youtube.com/watch?v=PlyC9BcjBNg

Il tutto by Cioppino
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La Clownterapia dei Volontari… (Claun = volontari)


Non so se i primi clown professionisti, proprio italiani, sapessero già di essere più potenti di tante medicine, quando sin dai primi del 900 iniziarono a visitare i pazienti degli ospedali.. No, non lo so se pensassero ai problemi di stitichezza o a quelli della tosse.. molto più probabilmente avevano invece in mente i bimbi che soffrivano e pensavano a come, con dolcezza e simpatia, si potesse donare loro attimi di gioia e serenità. Iniziarono allora a frequentare le pediatrie delle prime strutture sanitarie, magari prima o dopo i loro spettacoli circensi itineranti, recandosi dai piccoli pazienti “con le scarpe grosse ma in punta di piedi” (come ricorda Margherito)

Oggi la clownterapia non è più una novità: efficace per migliorare lo stato psicologico dei pazienti, li aiuta ad affrontare con spirito positivo le terapie mediche e la degenza, contribuendo anche a distendere notevolmente il rapporto con il personale medico.

Così, in breve tempo, dagli Stati Uniti alla Francia e passando persino dalla Svizzera, le associazioni e i movimenti di clownterapia si sono moltiplicati e diffusi su tutto il territorio.. Organizzati in gruppi, preparati da corsi di formazione a diversi livelli e stimolati da continui stage di aggiornamento, i clown di corsia oggi li potete trovare in molti ospedali italiani, con la loro allegria e la loro buffa e divertente comicità.

Molti pensano che fare beneficenza e poter donare sia un privilegio di pochi. Ci sono invece mille modi per rendersi utili.. c’è chi elargisce effettivamente denaro, sovvenzionando tanti progetti stupendi.. ma c’è anche chi dona la sua professione e il suo mestiere, come ad esempio i medici che si recano nelle missioni umanitarie.. c’è poi chi dona la sua innata capacità di far ridere, mettendola a disposizione degli altri, come il claun.

Tra le tante associazioni che praticano la clownterapia, ce ne sono infatti alcune composte esclusivamente da volontari non professionisti che decidono di essere pagliacci semplicemente per la gioia di scoprire che ognuno di noi “può donare qualcosa, sia pure un sorriso” e non per fare della clownterapia una vera e propria professione (iniziativa per altro lodevolissima e degna di tutto rispetto, nell’ambito della quale molti professionisti comunque fanno nel loro tempo libero anche i volontari).

Il claun si caratterizza e si distingue perciò per unire alla clownterapia lo spirito della volontarietà (non ha sponsor, si autofinanzia e trascorre il suo tempo libero tra gli ammalati senza chiedere all’ospedale alcun contributo), divenendo così il testimone quotidiano dei positivi influssi della terapia del sorriso: e donare un sorriso diventa lo scopo di questi ragazzi che puntualmente ogni settimana indossano la loro divisa, un camice rigorosamente variopinto e l’immancabile naso rosso, per trasformarsi in veri e propri “volontari della gioia” in corsia.

I claun in ogni loro “servizio” utilizzano armi e strumenti insoliti ma molto apprezzati non solo dai bambini ma anche dai più grandi: centinaia di sculture realizzate con i loro coloratissimi palloncini (cagnolini, fiori, coccinelle e lumachine donati ai pazienti e ai loro parenti), gag e favole per i più piccini, giochi di micromagia e illusionismo… e poi scenette comiche, spettacolini improvvisati e tutto quanto possa allietare la degenza in ospedale.

Si riuniscono prevalentemente in associazioni ONLUS senza fini di lucro che operano con finalità esclusivamente sociali e umanitarie, attraverso l’istituzione e l’organizzazione della figura del “Volontario-Clown” (prima volontari, appunto, e poi clown) che svolge servizi presso i vari reparti di ospedali, case di cura, ambulatori medici, case di riposo per anziani, comunità di disabili, comunità di bambini, pellegrinaggi; ecc.

E infatti questi claun oramai da tanti anni visitano le pediatrie e i reparti ospedalieri di varie città, nelle quali sono poi organizzati in veri e propri gruppi o associazioni i cui nomi evocano il loro spirito claunesco che li guida.

I claun hanno l’obiettivo di diffondere il pensiero positivo, la speranza, la gioia e l’amore per il prossimo: ogni fine settimana, perciò, un camice variopinto e un naso rosso testimonia l’impegno di chi visita i degenti delle strutture sanitarie, a partire ovviamente dalle pediatrie, luogo d’azione privilegiato di questi volontari.