C’era una volta un pagliaccio che non sapeva

ancora di essere un pagliaccio….

Aveva, il vago sospetto di non essere proprio come tutti gli altri!!!

Per esempio, adorava le belle giornate di sole così calde e gialle!

Oppure respirare il mare con quel suo blu

così profondo e scintillante!!

E poi il verde dell’erba, ottimo per rotolarcisi….

La pioggia che tingendo di grigio e di acqua i suoi vestiti,

rendeva un vero spasso passeggiare tutto goccioloni!!!

Anche il suo aspetto fisico faceva un po’ riflettere:

capelli color carota, un po’ tante lentiggini,

un guardaroba tutt’altro che monocromatico e,

per finire,la sua risata mooolto mooolto particolare.

Quel formicolio, quel pizzicore, quell’impellente bisogno di sorridere…

ed il rumore dell’allegria, degli scherzi ,dei  giochi ,la musica….

tutto ciò le appariva  più attraente

del canto delle sirene per i marinai!

Possibile che si trattasse di una malattia???

Magari era pur anche grave!!!

Bisognava al più presto correre ai ripari,

o come solevano dire gli altri:

BISOGNAVA CRESCERE!

Possibile che non esistesse altra cura???

Un bel giorno decise di portare un po’ a spasso i propri pensieri 

ed eccola là: la risposta alle sue preoccupazioni,

due pagliacci con bellissimi camici colorati.

Che fossero loro i dottori ai quali doveva rivolgersi????

Li osservò da lontano incuriosita,rapita,

ma non trovò il coraggio di farsi avanti.

Passarono i giorni, ma i suoi pensieri rotolavano sempre a quei camici…..

Decise che era ora di agire! Cominciò  a leggere,

a cercare informazioni utili lanciandosi

anche nell’astruso mondo dell’informatica e di internet.

E finalmente li trovò : claun  di corsia.

Ovvero: pagilacci che andavano regolarmente negli ospedali

a portare un po’ di distrazione ai malati.

Sarebbe così riuscita a dar spazio a quella parte di sè

non troppo normale??quella un po’ folle????

Era veramente ciò che stava cercando?

E se poi non fosse stata all’altezza?

In fondo non  era un artista, non aveva un particolare talento,

anzi non sapeva neanche raccontare bene le barzellette,

per l’agitazione s’impappinava sempre rovinandone il finale!!!!

Bè tentar non nuoce… chi non risica non rosica…. insomma bando alle frasi fatte. Chiuse gli occhi e si buttò!!!

Eccola: aspirante pagliaccio ad un corso per aspiranti pagliacci…

Qui si rese conto che in fondo, i timori erano x tutti un po’ gli stessi ,

che si era tutti  lì x imparare, bastava lasciarsi andare,

come x quel giochino di fiducia….!!!Facile no???Forse???!!!

O non proprio??Boh!!

I motivi per divertirsi non mancavano certo!!

A cominciare da quei nomi così buffi!!!

Eppure così adatti ad ognuno di loro,

tanto unici da non poter appartenere a nessun’altro.

Kalmo, uno dei pagliacci anziani

(ops forse preferisci il termine esperto???)

trovò il suo : Carota!!!

Ebbene sì, doveva proprio ammetterlo, la rispecchiava appieno!!!

Quei due giorni furono un’esplosione di sensazioni,

emozioni che travolgono come un’onda.

Fu come trascinata via, a diretto contatto con la parte più vera di sé.

A volte gli fece anche un po’ paura vedere cosa già sapevano 

fare gli anziani: “io non ci riuscirò mai!!” pensava.

Loro invece, forse anche un po’ inconsapevolmente,

nel  ruolo di maestri e compagni di gioco ,

un attimo dopo la accompagnavano come parte attiva della gag

o dell’improvvisazione. Come mai avrebbe osato immaginare!!!!

Stava venendo alla luce Carota ed ogni giorno,

ogni attimo riscopriva una parte del mosaico che la componeva.

Ogni sua piccola follia fin’ora repressa poteva  aver sfogo.

Poteva soddisfare quella parte di sé che amava essere

al centro dell’attenzione.

Poteva fare da spalla quando aveva invece voglia di nascondersi un po’.

Poteva essere tutto e il contrario di tutto:

le era anche permesso di essere imbranata!!

Che senso aveva quindi temere i giudizi degli altri??!

Era libera di osare!!

Avete mai provato???

utti salutano un  pagliaccio anche se non lo conoscono!!!!

Frequentando gli ospedali imparò ad avvicinarsi agli altri sempre

in punta di piedi, con attenzione.

Cominciò a vedere se stessa come un dono che il destinatario

può aprire subito, con foga ed entusiamo oppure

con attenzione e pacatezza.

Può venir messo da parte ed essere poi aperto in seguito.

Oppure può essere rifiutato perché non desiderato.

Per il dono non ha,però, importanza come ,

quando e se verrà aperto, l’importante è esserci.

Capì che doveva cercare di imparare a leggere il viso,

i movimenti, le parole dei malati, delle infermiere, dei parenti.

E  che era tutto molto facile se usava cuore,

sensibilità ed un pizzico di istinto.

Bisognava portare attenzione agli altri !

Ma nonostante la buona volontà a volte comunque capitava di sbagliare!

E proprio quando la voglia di dare arrivava al culmine,

eccola: una porta sbattuta in faccia,

a volte anche con un po’ di violenza!!!

Seguiva però poi a ruota un qualcosa a causa del quale

il desiderio di continuare veniva centuplicato.

La sua vita era cambiata, già, perché aveva anche incontrato

in mezzo al gruppo alcune persone  che erano così affini,

così vicine a lei da diventarle subito amiche.

Cinema,bowling , serate, vacanze…..

Poco importa se  la vita con il suo svolgersi li avrebbe

poi  un po’ allontanati, x i più svariati e validi motivi,

l’importante è che ognuno di loro porterà x sempre

gli altri nel proprio cuore.

E’ un onore, una magia concessa a pochi ciò che loro avevano vissuto.

Attimi irripetibili ed indimenticabili.

E poi eccolo,in mezzo a loro ,il suo Paperino,

il principe azzurro, l’altra metà della mela,

e che importanza ha se è un pagliaccio e si chiama Brugola???

Anzi meglio pochi litigi e tante risate!!

Si riciclano addirittura gli anelli di fidanzamento degli ex!!!

In fondo assieme erano riusciti a dar vita ad un sogno,

avevano saputo costruire ciò che stavano cercando.

Sono passati quattro anni da quando un  manipolo di pagliacci

si è radunato in un ufficio e,tra discorsi seri e risate e scherzi,

ha concretizzato un’ idea che ora è realtà.La Mole del Sorriso!!!!

Nome impegnativo, bisogna riconoscerlo,

ma da allora tanti pagliacci che non sapevano di essere pagliacci

hanno bussato alla loro porta.

E tra un lazzo e un frizzo, un gioco di magia ed una barzelletta,

hanno portato linfa nuova al gruppo.

Eccola Carota  che passa un ‘intera notte a raccontare la storia di un

  pagliaccio che non sapeva di essere un pagliaccio.

Possibile che non avesse nient’altro da fare???Boh!!

Carotina

 

http:www.lamoledelsorriso.it